Il sistema operativo SO o all'inglese OS controlla e gestisce l'hardware che costituisce un computer ed operazioni di base. Virtualizza anche le risorse hardware e software in raffronto ai programmi applicativi. Inoltre è responsabile dei processi e della gestione degli accessi. Formato da un sistema vero e proprio detto Kernel e poi da vari programmi di sistema. Si compone di parti ben definite: un gestore di file system, un gestore di memoria virtuale, uno scheduler, uno spooleer, una interfaccia utente ( shell o GUI ) ed un Kernel centro del sistema che gestisce tutto. Un computer diventa più utile se è formato di una memoria di massa. I sistemi operativi che sono su disco ( floppy poi hard disk ed altre più evolute unità di massa ) sono chiamati DOS ( Disk Operating Systems ). Il più famoso è il MS-DOS della Microsoft. C'è pure una versione libera del DOS : FreeDOS.
Essendo il Kernel il fulcro di un sistema operativo è un software che fornisce ai moduli e ai programmi le funzioni fondamentali e dà accesso controllato all'hardware. Se il Kernel implementa un numero ristretto di funzioni si parla di microkernel, è molto semplice ma come svantaggio ha il fatto che l'interazione più complessa fra il Kernel e le altre componenti del SO ne rallentano il sistema. Un Kernel tradizionale, monolitico, è più complesso da progettare, mantenere ed aggiornare però è più veloce ed efficiente. Una sua evoluzione è costituita dai Kernel "modulari". Tra le varie ipotesi d'uso del SO c'è anche la possibilità di sistemi distribuiti in rete. La computazione viene distribuita fra più computer collegati in rete fra loro. Le risorse e il carico computezionale vengono condivise e bilanciate, si ottiene più affidabilità ed i costi sono più contenuti. Una configurazione simmetrica permette che tutte le macchine abbiano lo stesso ruolo nel funzionamento del sistema e la stessa autonomia . Una approssimazione è il clustering. Il sistema è diviso in cluster semiautonomi che sono costituiti da un insieme di macchine e da un server cluster.
Essendo il Kernel il fulcro di un sistema operativo è un software che fornisce ai moduli e ai programmi le funzioni fondamentali e dà accesso controllato all'hardware. Se il Kernel implementa un numero ristretto di funzioni si parla di microkernel, è molto semplice ma come svantaggio ha il fatto che l'interazione più complessa fra il Kernel e le altre componenti del SO ne rallentano il sistema. Un Kernel tradizionale, monolitico, è più complesso da progettare, mantenere ed aggiornare però è più veloce ed efficiente. Una sua evoluzione è costituita dai Kernel "modulari". Tra le varie ipotesi d'uso del SO c'è anche la possibilità di sistemi distribuiti in rete. La computazione viene distribuita fra più computer collegati in rete fra loro. Le risorse e il carico computezionale vengono condivise e bilanciate, si ottiene più affidabilità ed i costi sono più contenuti. Una configurazione simmetrica permette che tutte le macchine abbiano lo stesso ruolo nel funzionamento del sistema e la stessa autonomia . Una approssimazione è il clustering. Il sistema è diviso in cluster semiautonomi che sono costituiti da un insieme di macchine e da un server cluster.
Fonti: Microsoft Encarta; Wikipedia
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